<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<itemContainer xmlns="http://omeka.org/schemas/omeka-xml/v5" xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" xsi:schemaLocation="http://omeka.org/schemas/omeka-xml/v5 http://omeka.org/schemas/omeka-xml/v5/omeka-xml-5-0.xsd" uri="http://www.eco.unina.it/items/browse?output=omeka-xml&amp;page=6" accessDate="2026-09-10T06:32:40+02:00">
  <miscellaneousContainer>
    <pagination>
      <pageNumber>6</pageNumber>
      <perPage>10</perPage>
      <totalResults>97</totalResults>
    </pagination>
  </miscellaneousContainer>
  <item itemId="277" public="1" featured="0">
    <fileContainer>
      <file fileId="9770">
        <src>http://www.eco.unina.it/files/original/9b856d010e89a9363313e7bff1f69441.jpg</src>
        <authentication>f158b4046151e98235b62df7c73b3500</authentication>
      </file>
    </fileContainer>
    <collection collectionId="7">
      <elementSetContainer>
        <elementSet elementSetId="1">
          <name>Dublin Core</name>
          <description>The Dublin Core metadata element set is common to all Omeka records, including items, files, and collections. For more information see, http://dublincore.org/documents/dces/.</description>
          <elementContainer>
            <element elementId="50">
              <name>Title</name>
              <description>A name given to the resource</description>
              <elementTextContainer>
                <elementText elementTextId="931">
                  <text>Archivio fotografico "Giovanni Previtali" del DSU - Fondo storico </text>
                </elementText>
              </elementTextContainer>
            </element>
            <element elementId="41">
              <name>Description</name>
              <description>An account of the resource</description>
              <elementTextContainer>
                <elementText elementTextId="2672">
                  <text>L'Archivio fotografico “Giovanni Previtali” del Dipartimento di Studi Umanistici – DSU è stato istituito nel 2005 e conserva fotografie, diapositive e stampe di reperti archeologici, scavi, monumenti, opere d’arte e manoscritti, acquistate o fatte realizzare per fini documentari e didattici.&#13;
Al suo interno si distinguono un Fondo corrente e un Fondo storico; quest’ultimo è formato da più di settemilaquattrocento lastre di vetro per proiezione e da un numero cospicuo di negativi in vetro e pellicola, diapositive in pellicola e stampe. In questa raccolta eterogenea di materiali fotografici, provenienti dagli ex Istituti di Archeologia e Storia dell’arte dell’Università Federico II, le lastre di vetro costituiscono un nucleo organico, coerente e pregiato, suddiviso in due sezioni: una archeologica, che annovera più di cinquemila diapositive, l’altra storico-artistica, che ne conta circa duemilaquattrocento. &#13;
Le lastre sono state realizzate con la tecnica della gelatina ai sali d’argento su vetro in tre formati principali – 8,5x10 cm, 8x8 cm e 7x7cm – e, a eccezione di alcune pellicole a colori montate tra vetri e di poche diapositive dipinte a mano, documentano in bianco e nero il patrimonio archeologico e storico-artistico italiano, europeo e del bacino del Mediterraneo, coprendo una cronologia che spazia dall’età antica a quella contemporanea.&#13;
Le lastre di vetro del Fondo storico sono state impresse tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento dai più noti fotografi di riproduzione italiani ed europei (tra cui spiccano Alinari, Anderson e Sommer) e da diversi istituti per le proiezioni e la didattica, mentre le diapositive anonime che le affiancano nel corpus sono state realizzate nei decenni successivi da laboratori napoletani.&#13;
Le diapositive erano impiegate negli Istituti di Archeologia e Storia dell’Arte come supporti alla didattica d’aula e strumenti di studio, ma verso la metà degli anni Sessanta si avviò la loro dismissione, a favore dei più moderni formati in pellicola. &#13;
Dimenticate per decenni, le lastre di vetro sono state ritrovate nel 2000: riconosciuto il loro valore artistico, storico e documentario, si è immediatamente provveduto a recuperarle e tutelarle dal degrado al quale sarebbero inevitabilmente andate incontro. Nel 2012 è stato avviato un progetto di studio, catalogazione e informatizzazione, promosso dal Dipartimento di Studi Umanistici in collaborazione con le Soprintendenze locali. Il progetto ha previsto l’adozione delle metodologie e degli strumenti elaborati dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali: per la catalogazione viene utilizzata la scheda F – Fotografia elaborata dall’ICCD, mentre i dati catalografici vengono immessi nel Catalogo nazionale dei beni culturali tramite il data base on-line SigecWeb. &#13;
L’approdo della raccolta sulla piattaforma eCo – che accoglierà in maniera progressiva i formati digitali - costituisce quindi una tappa ulteriore del processo di digitalizzazione delle lastre su vetro del Fondo storico, intrapresa dal Dipartimento affinché questi materiali possano essere fruiti in maniera agevole da un pubblico ampio e non necessariamente specialistico. &#13;
Gli items qui dedicati alle diapositive dell’Archivio “Giovanni Previtali”, sebbene di facile consultazione, sono strutturati tenendo conto della complessità degli oggetti fotografici e degli usi potenziali delle immagini: per questa ragione sono sempre indicati sia l’autore del soggetto raffigurato che il fotografo che ha effettuato la ripresa, così come è sempre segnalato l’anno in cui è stato eseguito lo scatto fotografico. &#13;
Queste lastre in bianco e nero dall’apparenza così desueta, infatti, se correttamente contestualizzate, restituiscono informazioni preziose sulle opere e i monumenti riprodotti: stato di conservazione, variazioni di ubicazione, modifiche materiali e attributive, episodi collezionistici. </text>
                </elementText>
              </elementTextContainer>
            </element>
            <element elementId="39">
              <name>Creator</name>
              <description>An entity primarily responsible for making the resource</description>
              <elementTextContainer>
                <elementText elementTextId="2673">
                  <text>Archivio fotografico "Giovanni Previtali" del Dipartimento di Studi Umanistici </text>
                </elementText>
              </elementTextContainer>
            </element>
          </elementContainer>
        </elementSet>
      </elementSetContainer>
    </collection>
    <itemType itemTypeId="6">
      <name>Still Image</name>
      <description>A static visual representation. Examples include paintings, drawings, graphic designs, plans and maps. Recommended best practice is to assign the type Text to images of textual materials.</description>
      <elementContainer>
        <element elementId="53">
          <name>Autore della foto</name>
          <description/>
          <elementTextContainer>
            <elementText elementTextId="2148">
              <text>Alinari, Fratelli</text>
            </elementText>
          </elementTextContainer>
        </element>
        <element elementId="52">
          <name>Autore del soggetto</name>
          <description/>
          <elementTextContainer>
            <elementText elementTextId="2629">
              <text>Amadeo, Giovanni Antonio</text>
            </elementText>
          </elementTextContainer>
        </element>
      </elementContainer>
    </itemType>
    <elementSetContainer>
      <elementSet elementSetId="1">
        <name>Dublin Core</name>
        <description>The Dublin Core metadata element set is common to all Omeka records, including items, files, and collections. For more information see, http://dublincore.org/documents/dces/.</description>
        <elementContainer>
          <element elementId="43">
            <name>Identifier</name>
            <description>An unambiguous reference to the resource within a given context</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2141">
                <text>1358</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="50">
            <name>Title</name>
            <description>A name given to the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2142">
                <text>Giovanni Antonio Amadeo - Cappella Colleoni - portale d'ingresso</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="49">
            <name>Subject</name>
            <description>The topic of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2143">
                <text>Giovanni Antonio Amadeo - Cappella Colleoni - portale d'ingresso</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="41">
            <name>Description</name>
            <description>An account of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2144">
                <text>La cappella funeraria, commissionata dal nobile condottiero bergamasco Bartolomeo Colleoni, fu edificata tra il 1472 ed il 1477 su progetto di Giovanni Antonio Amadeo, che curò gli apparati scultorei della facciata e realizzò i monumenti funebri collocati all'interno.</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="45">
            <name>Publisher</name>
            <description>An entity responsible for making the resource available</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2145">
                <text>Archivio fotografico Dipartimento Studi Umanistici</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="42">
            <name>Format</name>
            <description>The file format, physical medium, or dimensions of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2147">
                <text>diapositiva; BN; gelatina bromuro d'argento/ vetro</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="40">
            <name>Date</name>
            <description>A point or period of time associated with an event in the lifecycle of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2149">
                <text>1915/ 1920 ca</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
        </elementContainer>
      </elementSet>
    </elementSetContainer>
  </item>
  <item itemId="276" public="1" featured="0">
    <fileContainer>
      <file fileId="9769">
        <src>http://www.eco.unina.it/files/original/2746ac91a6cbd8b52fd7d3fa834b9441.jpg</src>
        <authentication>c1c9161e2ea6e11d5f9f3db00e5acaf9</authentication>
      </file>
    </fileContainer>
    <collection collectionId="7">
      <elementSetContainer>
        <elementSet elementSetId="1">
          <name>Dublin Core</name>
          <description>The Dublin Core metadata element set is common to all Omeka records, including items, files, and collections. For more information see, http://dublincore.org/documents/dces/.</description>
          <elementContainer>
            <element elementId="50">
              <name>Title</name>
              <description>A name given to the resource</description>
              <elementTextContainer>
                <elementText elementTextId="931">
                  <text>Archivio fotografico "Giovanni Previtali" del DSU - Fondo storico </text>
                </elementText>
              </elementTextContainer>
            </element>
            <element elementId="41">
              <name>Description</name>
              <description>An account of the resource</description>
              <elementTextContainer>
                <elementText elementTextId="2672">
                  <text>L'Archivio fotografico “Giovanni Previtali” del Dipartimento di Studi Umanistici – DSU è stato istituito nel 2005 e conserva fotografie, diapositive e stampe di reperti archeologici, scavi, monumenti, opere d’arte e manoscritti, acquistate o fatte realizzare per fini documentari e didattici.&#13;
Al suo interno si distinguono un Fondo corrente e un Fondo storico; quest’ultimo è formato da più di settemilaquattrocento lastre di vetro per proiezione e da un numero cospicuo di negativi in vetro e pellicola, diapositive in pellicola e stampe. In questa raccolta eterogenea di materiali fotografici, provenienti dagli ex Istituti di Archeologia e Storia dell’arte dell’Università Federico II, le lastre di vetro costituiscono un nucleo organico, coerente e pregiato, suddiviso in due sezioni: una archeologica, che annovera più di cinquemila diapositive, l’altra storico-artistica, che ne conta circa duemilaquattrocento. &#13;
Le lastre sono state realizzate con la tecnica della gelatina ai sali d’argento su vetro in tre formati principali – 8,5x10 cm, 8x8 cm e 7x7cm – e, a eccezione di alcune pellicole a colori montate tra vetri e di poche diapositive dipinte a mano, documentano in bianco e nero il patrimonio archeologico e storico-artistico italiano, europeo e del bacino del Mediterraneo, coprendo una cronologia che spazia dall’età antica a quella contemporanea.&#13;
Le lastre di vetro del Fondo storico sono state impresse tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento dai più noti fotografi di riproduzione italiani ed europei (tra cui spiccano Alinari, Anderson e Sommer) e da diversi istituti per le proiezioni e la didattica, mentre le diapositive anonime che le affiancano nel corpus sono state realizzate nei decenni successivi da laboratori napoletani.&#13;
Le diapositive erano impiegate negli Istituti di Archeologia e Storia dell’Arte come supporti alla didattica d’aula e strumenti di studio, ma verso la metà degli anni Sessanta si avviò la loro dismissione, a favore dei più moderni formati in pellicola. &#13;
Dimenticate per decenni, le lastre di vetro sono state ritrovate nel 2000: riconosciuto il loro valore artistico, storico e documentario, si è immediatamente provveduto a recuperarle e tutelarle dal degrado al quale sarebbero inevitabilmente andate incontro. Nel 2012 è stato avviato un progetto di studio, catalogazione e informatizzazione, promosso dal Dipartimento di Studi Umanistici in collaborazione con le Soprintendenze locali. Il progetto ha previsto l’adozione delle metodologie e degli strumenti elaborati dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali: per la catalogazione viene utilizzata la scheda F – Fotografia elaborata dall’ICCD, mentre i dati catalografici vengono immessi nel Catalogo nazionale dei beni culturali tramite il data base on-line SigecWeb. &#13;
L’approdo della raccolta sulla piattaforma eCo – che accoglierà in maniera progressiva i formati digitali - costituisce quindi una tappa ulteriore del processo di digitalizzazione delle lastre su vetro del Fondo storico, intrapresa dal Dipartimento affinché questi materiali possano essere fruiti in maniera agevole da un pubblico ampio e non necessariamente specialistico. &#13;
Gli items qui dedicati alle diapositive dell’Archivio “Giovanni Previtali”, sebbene di facile consultazione, sono strutturati tenendo conto della complessità degli oggetti fotografici e degli usi potenziali delle immagini: per questa ragione sono sempre indicati sia l’autore del soggetto raffigurato che il fotografo che ha effettuato la ripresa, così come è sempre segnalato l’anno in cui è stato eseguito lo scatto fotografico. &#13;
Queste lastre in bianco e nero dall’apparenza così desueta, infatti, se correttamente contestualizzate, restituiscono informazioni preziose sulle opere e i monumenti riprodotti: stato di conservazione, variazioni di ubicazione, modifiche materiali e attributive, episodi collezionistici. </text>
                </elementText>
              </elementTextContainer>
            </element>
            <element elementId="39">
              <name>Creator</name>
              <description>An entity primarily responsible for making the resource</description>
              <elementTextContainer>
                <elementText elementTextId="2673">
                  <text>Archivio fotografico "Giovanni Previtali" del Dipartimento di Studi Umanistici </text>
                </elementText>
              </elementTextContainer>
            </element>
          </elementContainer>
        </elementSet>
      </elementSetContainer>
    </collection>
    <itemType itemTypeId="6">
      <name>Still Image</name>
      <description>A static visual representation. Examples include paintings, drawings, graphic designs, plans and maps. Recommended best practice is to assign the type Text to images of textual materials.</description>
      <elementContainer>
        <element elementId="53">
          <name>Autore della foto</name>
          <description/>
          <elementTextContainer>
            <elementText elementTextId="2140">
              <text>Anonimo</text>
            </elementText>
          </elementTextContainer>
        </element>
        <element elementId="52">
          <name>Autore del soggetto</name>
          <description/>
          <elementTextContainer>
            <elementText elementTextId="2628">
              <text>Algardi, Alessandro</text>
            </elementText>
          </elementTextContainer>
        </element>
      </elementContainer>
    </itemType>
    <elementSetContainer>
      <elementSet elementSetId="1">
        <name>Dublin Core</name>
        <description>The Dublin Core metadata element set is common to all Omeka records, including items, files, and collections. For more information see, http://dublincore.org/documents/dces/.</description>
        <elementContainer>
          <element elementId="43">
            <name>Identifier</name>
            <description>An unambiguous reference to the resource within a given context</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2133">
                <text>3246</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="50">
            <name>Title</name>
            <description>A name given to the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2134">
                <text>Alessandro Algardi - Ritratto di Innocenzo X</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="49">
            <name>Subject</name>
            <description>The topic of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2135">
                <text>Alessandro Algardi - Ritratto di Innocenzo X</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="41">
            <name>Description</name>
            <description>An account of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2136">
                <text>Il busto, in bronzo e porfido, fu scolpito da Alessandro Algardi per Innocenzo X  Pamphilj tra il 1647 ed il 1650. Si conserva a Roma, presso la Galleria Doria Pamphilj, accanto ad altre due sculture di Algardi dedicate allo stesso pontefice.</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="45">
            <name>Publisher</name>
            <description>An entity responsible for making the resource available</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2137">
                <text>Archivio fotografico Dipartimento Studi Umanistici</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="42">
            <name>Format</name>
            <description>The file format, physical medium, or dimensions of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2139">
                <text>diapositiva; BN; gelatina bromuro d'argento/ vetro</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
        </elementContainer>
      </elementSet>
    </elementSetContainer>
  </item>
  <item itemId="275" public="1" featured="0">
    <fileContainer>
      <file fileId="9768">
        <src>http://www.eco.unina.it/files/original/f373d1b471213be3adbd6e8ece6f842a.jpg</src>
        <authentication>5a9f5daf3bdc08e0b28a0c3d2ca7a7bb</authentication>
      </file>
    </fileContainer>
    <collection collectionId="7">
      <elementSetContainer>
        <elementSet elementSetId="1">
          <name>Dublin Core</name>
          <description>The Dublin Core metadata element set is common to all Omeka records, including items, files, and collections. For more information see, http://dublincore.org/documents/dces/.</description>
          <elementContainer>
            <element elementId="50">
              <name>Title</name>
              <description>A name given to the resource</description>
              <elementTextContainer>
                <elementText elementTextId="931">
                  <text>Archivio fotografico "Giovanni Previtali" del DSU - Fondo storico </text>
                </elementText>
              </elementTextContainer>
            </element>
            <element elementId="41">
              <name>Description</name>
              <description>An account of the resource</description>
              <elementTextContainer>
                <elementText elementTextId="2672">
                  <text>L'Archivio fotografico “Giovanni Previtali” del Dipartimento di Studi Umanistici – DSU è stato istituito nel 2005 e conserva fotografie, diapositive e stampe di reperti archeologici, scavi, monumenti, opere d’arte e manoscritti, acquistate o fatte realizzare per fini documentari e didattici.&#13;
Al suo interno si distinguono un Fondo corrente e un Fondo storico; quest’ultimo è formato da più di settemilaquattrocento lastre di vetro per proiezione e da un numero cospicuo di negativi in vetro e pellicola, diapositive in pellicola e stampe. In questa raccolta eterogenea di materiali fotografici, provenienti dagli ex Istituti di Archeologia e Storia dell’arte dell’Università Federico II, le lastre di vetro costituiscono un nucleo organico, coerente e pregiato, suddiviso in due sezioni: una archeologica, che annovera più di cinquemila diapositive, l’altra storico-artistica, che ne conta circa duemilaquattrocento. &#13;
Le lastre sono state realizzate con la tecnica della gelatina ai sali d’argento su vetro in tre formati principali – 8,5x10 cm, 8x8 cm e 7x7cm – e, a eccezione di alcune pellicole a colori montate tra vetri e di poche diapositive dipinte a mano, documentano in bianco e nero il patrimonio archeologico e storico-artistico italiano, europeo e del bacino del Mediterraneo, coprendo una cronologia che spazia dall’età antica a quella contemporanea.&#13;
Le lastre di vetro del Fondo storico sono state impresse tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento dai più noti fotografi di riproduzione italiani ed europei (tra cui spiccano Alinari, Anderson e Sommer) e da diversi istituti per le proiezioni e la didattica, mentre le diapositive anonime che le affiancano nel corpus sono state realizzate nei decenni successivi da laboratori napoletani.&#13;
Le diapositive erano impiegate negli Istituti di Archeologia e Storia dell’Arte come supporti alla didattica d’aula e strumenti di studio, ma verso la metà degli anni Sessanta si avviò la loro dismissione, a favore dei più moderni formati in pellicola. &#13;
Dimenticate per decenni, le lastre di vetro sono state ritrovate nel 2000: riconosciuto il loro valore artistico, storico e documentario, si è immediatamente provveduto a recuperarle e tutelarle dal degrado al quale sarebbero inevitabilmente andate incontro. Nel 2012 è stato avviato un progetto di studio, catalogazione e informatizzazione, promosso dal Dipartimento di Studi Umanistici in collaborazione con le Soprintendenze locali. Il progetto ha previsto l’adozione delle metodologie e degli strumenti elaborati dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali: per la catalogazione viene utilizzata la scheda F – Fotografia elaborata dall’ICCD, mentre i dati catalografici vengono immessi nel Catalogo nazionale dei beni culturali tramite il data base on-line SigecWeb. &#13;
L’approdo della raccolta sulla piattaforma eCo – che accoglierà in maniera progressiva i formati digitali - costituisce quindi una tappa ulteriore del processo di digitalizzazione delle lastre su vetro del Fondo storico, intrapresa dal Dipartimento affinché questi materiali possano essere fruiti in maniera agevole da un pubblico ampio e non necessariamente specialistico. &#13;
Gli items qui dedicati alle diapositive dell’Archivio “Giovanni Previtali”, sebbene di facile consultazione, sono strutturati tenendo conto della complessità degli oggetti fotografici e degli usi potenziali delle immagini: per questa ragione sono sempre indicati sia l’autore del soggetto raffigurato che il fotografo che ha effettuato la ripresa, così come è sempre segnalato l’anno in cui è stato eseguito lo scatto fotografico. &#13;
Queste lastre in bianco e nero dall’apparenza così desueta, infatti, se correttamente contestualizzate, restituiscono informazioni preziose sulle opere e i monumenti riprodotti: stato di conservazione, variazioni di ubicazione, modifiche materiali e attributive, episodi collezionistici. </text>
                </elementText>
              </elementTextContainer>
            </element>
            <element elementId="39">
              <name>Creator</name>
              <description>An entity primarily responsible for making the resource</description>
              <elementTextContainer>
                <elementText elementTextId="2673">
                  <text>Archivio fotografico "Giovanni Previtali" del Dipartimento di Studi Umanistici </text>
                </elementText>
              </elementTextContainer>
            </element>
          </elementContainer>
        </elementSet>
      </elementSetContainer>
    </collection>
    <itemType itemTypeId="6">
      <name>Still Image</name>
      <description>A static visual representation. Examples include paintings, drawings, graphic designs, plans and maps. Recommended best practice is to assign the type Text to images of textual materials.</description>
      <elementContainer>
        <element elementId="53">
          <name>Autore della foto</name>
          <description/>
          <elementTextContainer>
            <elementText elementTextId="2131">
              <text>Alinari, Fratelli</text>
            </elementText>
          </elementTextContainer>
        </element>
        <element elementId="52">
          <name>Autore del soggetto</name>
          <description/>
          <elementTextContainer>
            <elementText elementTextId="2627">
              <text>Memling, Hans</text>
            </elementText>
          </elementTextContainer>
        </element>
      </elementContainer>
    </itemType>
    <elementSetContainer>
      <elementSet elementSetId="1">
        <name>Dublin Core</name>
        <description>The Dublin Core metadata element set is common to all Omeka records, including items, files, and collections. For more information see, http://dublincore.org/documents/dces/.</description>
        <elementContainer>
          <element elementId="43">
            <name>Identifier</name>
            <description>An unambiguous reference to the resource within a given context</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2124">
                <text>1380</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="50">
            <name>Title</name>
            <description>A name given to the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2125">
                <text>Hans Memling - Ritratto di ignoto</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="49">
            <name>Subject</name>
            <description>The topic of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2126">
                <text>Hans Memling - Ritratto di ignoto</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="41">
            <name>Description</name>
            <description>An account of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2127">
                <text>L'opera, conservata presso le Gallerie dell'Accademia di Venezia, è stata dipinta da Hans Memling intorno al 1480.</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="45">
            <name>Publisher</name>
            <description>An entity responsible for making the resource available</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2128">
                <text>Archivio fotografico Dipartimento Studi Umanistici</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="42">
            <name>Format</name>
            <description>The file format, physical medium, or dimensions of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2130">
                <text>diapositiva; BN; gelatina bromuro d'argento/ vetro</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="40">
            <name>Date</name>
            <description>A point or period of time associated with an event in the lifecycle of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2132">
                <text>1915/ 1920 ca.</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
        </elementContainer>
      </elementSet>
    </elementSetContainer>
  </item>
  <item itemId="274" public="1" featured="0">
    <fileContainer>
      <file fileId="9767">
        <src>http://www.eco.unina.it/files/original/ec6aa6dafe837aa52fe443f9759805ae.jpg</src>
        <authentication>bd08ed28f64a86fd1554460b4503ebfc</authentication>
      </file>
    </fileContainer>
    <collection collectionId="7">
      <elementSetContainer>
        <elementSet elementSetId="1">
          <name>Dublin Core</name>
          <description>The Dublin Core metadata element set is common to all Omeka records, including items, files, and collections. For more information see, http://dublincore.org/documents/dces/.</description>
          <elementContainer>
            <element elementId="50">
              <name>Title</name>
              <description>A name given to the resource</description>
              <elementTextContainer>
                <elementText elementTextId="931">
                  <text>Archivio fotografico "Giovanni Previtali" del DSU - Fondo storico </text>
                </elementText>
              </elementTextContainer>
            </element>
            <element elementId="41">
              <name>Description</name>
              <description>An account of the resource</description>
              <elementTextContainer>
                <elementText elementTextId="2672">
                  <text>L'Archivio fotografico “Giovanni Previtali” del Dipartimento di Studi Umanistici – DSU è stato istituito nel 2005 e conserva fotografie, diapositive e stampe di reperti archeologici, scavi, monumenti, opere d’arte e manoscritti, acquistate o fatte realizzare per fini documentari e didattici.&#13;
Al suo interno si distinguono un Fondo corrente e un Fondo storico; quest’ultimo è formato da più di settemilaquattrocento lastre di vetro per proiezione e da un numero cospicuo di negativi in vetro e pellicola, diapositive in pellicola e stampe. In questa raccolta eterogenea di materiali fotografici, provenienti dagli ex Istituti di Archeologia e Storia dell’arte dell’Università Federico II, le lastre di vetro costituiscono un nucleo organico, coerente e pregiato, suddiviso in due sezioni: una archeologica, che annovera più di cinquemila diapositive, l’altra storico-artistica, che ne conta circa duemilaquattrocento. &#13;
Le lastre sono state realizzate con la tecnica della gelatina ai sali d’argento su vetro in tre formati principali – 8,5x10 cm, 8x8 cm e 7x7cm – e, a eccezione di alcune pellicole a colori montate tra vetri e di poche diapositive dipinte a mano, documentano in bianco e nero il patrimonio archeologico e storico-artistico italiano, europeo e del bacino del Mediterraneo, coprendo una cronologia che spazia dall’età antica a quella contemporanea.&#13;
Le lastre di vetro del Fondo storico sono state impresse tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento dai più noti fotografi di riproduzione italiani ed europei (tra cui spiccano Alinari, Anderson e Sommer) e da diversi istituti per le proiezioni e la didattica, mentre le diapositive anonime che le affiancano nel corpus sono state realizzate nei decenni successivi da laboratori napoletani.&#13;
Le diapositive erano impiegate negli Istituti di Archeologia e Storia dell’Arte come supporti alla didattica d’aula e strumenti di studio, ma verso la metà degli anni Sessanta si avviò la loro dismissione, a favore dei più moderni formati in pellicola. &#13;
Dimenticate per decenni, le lastre di vetro sono state ritrovate nel 2000: riconosciuto il loro valore artistico, storico e documentario, si è immediatamente provveduto a recuperarle e tutelarle dal degrado al quale sarebbero inevitabilmente andate incontro. Nel 2012 è stato avviato un progetto di studio, catalogazione e informatizzazione, promosso dal Dipartimento di Studi Umanistici in collaborazione con le Soprintendenze locali. Il progetto ha previsto l’adozione delle metodologie e degli strumenti elaborati dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali: per la catalogazione viene utilizzata la scheda F – Fotografia elaborata dall’ICCD, mentre i dati catalografici vengono immessi nel Catalogo nazionale dei beni culturali tramite il data base on-line SigecWeb. &#13;
L’approdo della raccolta sulla piattaforma eCo – che accoglierà in maniera progressiva i formati digitali - costituisce quindi una tappa ulteriore del processo di digitalizzazione delle lastre su vetro del Fondo storico, intrapresa dal Dipartimento affinché questi materiali possano essere fruiti in maniera agevole da un pubblico ampio e non necessariamente specialistico. &#13;
Gli items qui dedicati alle diapositive dell’Archivio “Giovanni Previtali”, sebbene di facile consultazione, sono strutturati tenendo conto della complessità degli oggetti fotografici e degli usi potenziali delle immagini: per questa ragione sono sempre indicati sia l’autore del soggetto raffigurato che il fotografo che ha effettuato la ripresa, così come è sempre segnalato l’anno in cui è stato eseguito lo scatto fotografico. &#13;
Queste lastre in bianco e nero dall’apparenza così desueta, infatti, se correttamente contestualizzate, restituiscono informazioni preziose sulle opere e i monumenti riprodotti: stato di conservazione, variazioni di ubicazione, modifiche materiali e attributive, episodi collezionistici. </text>
                </elementText>
              </elementTextContainer>
            </element>
            <element elementId="39">
              <name>Creator</name>
              <description>An entity primarily responsible for making the resource</description>
              <elementTextContainer>
                <elementText elementTextId="2673">
                  <text>Archivio fotografico "Giovanni Previtali" del Dipartimento di Studi Umanistici </text>
                </elementText>
              </elementTextContainer>
            </element>
          </elementContainer>
        </elementSet>
      </elementSetContainer>
    </collection>
    <itemType itemTypeId="6">
      <name>Still Image</name>
      <description>A static visual representation. Examples include paintings, drawings, graphic designs, plans and maps. Recommended best practice is to assign the type Text to images of textual materials.</description>
      <elementContainer>
        <element elementId="53">
          <name>Autore della foto</name>
          <description/>
          <elementTextContainer>
            <elementText elementTextId="2122">
              <text>Alinari, Fratelli</text>
            </elementText>
          </elementTextContainer>
        </element>
        <element elementId="52">
          <name>Autore del soggetto</name>
          <description/>
          <elementTextContainer>
            <elementText elementTextId="2626">
              <text>Bellini, Giovanni</text>
            </elementText>
          </elementTextContainer>
        </element>
      </elementContainer>
    </itemType>
    <elementSetContainer>
      <elementSet elementSetId="1">
        <name>Dublin Core</name>
        <description>The Dublin Core metadata element set is common to all Omeka records, including items, files, and collections. For more information see, http://dublincore.org/documents/dces/.</description>
        <elementContainer>
          <element elementId="43">
            <name>Identifier</name>
            <description>An unambiguous reference to the resource within a given context</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2115">
                <text>1383</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="50">
            <name>Title</name>
            <description>A name given to the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2116">
                <text>Giovanni Bellini - Ritratto di poeta laureato</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="49">
            <name>Subject</name>
            <description>The topic of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2117">
                <text>Giovanni Bellini - Ritratto di poeta laureato</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="41">
            <name>Description</name>
            <description>An account of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2118">
                <text>L'opera, dipinta alla metà degli anni Settanta del Quattrocento, è attribuita a Giovanni Bellini e conservata presso la Pinacoteca del Castello sforzesco di Milano. Una delle ipotesi di identificazione del soggetto individuerebbe nell'umanista dipinto il poeta triestino Raffaele Zovenzoni.</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="45">
            <name>Publisher</name>
            <description>An entity responsible for making the resource available</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2119">
                <text>Archivio fotografico Dipartimento Studi Umanistici</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="42">
            <name>Format</name>
            <description>The file format, physical medium, or dimensions of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2121">
                <text>diapositiva; BN; gelatina bromuro d'argento/ vetro</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="40">
            <name>Date</name>
            <description>A point or period of time associated with an event in the lifecycle of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2123">
                <text>1915/ 1920 ca.</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
        </elementContainer>
      </elementSet>
    </elementSetContainer>
  </item>
  <item itemId="273" public="1" featured="0">
    <fileContainer>
      <file fileId="9766">
        <src>http://www.eco.unina.it/files/original/1847004f51ffc73750d3ad9b387e9792.jpg</src>
        <authentication>263c55693bf6edd6ab99debca5a67c72</authentication>
      </file>
    </fileContainer>
    <collection collectionId="7">
      <elementSetContainer>
        <elementSet elementSetId="1">
          <name>Dublin Core</name>
          <description>The Dublin Core metadata element set is common to all Omeka records, including items, files, and collections. For more information see, http://dublincore.org/documents/dces/.</description>
          <elementContainer>
            <element elementId="50">
              <name>Title</name>
              <description>A name given to the resource</description>
              <elementTextContainer>
                <elementText elementTextId="931">
                  <text>Archivio fotografico "Giovanni Previtali" del DSU - Fondo storico </text>
                </elementText>
              </elementTextContainer>
            </element>
            <element elementId="41">
              <name>Description</name>
              <description>An account of the resource</description>
              <elementTextContainer>
                <elementText elementTextId="2672">
                  <text>L'Archivio fotografico “Giovanni Previtali” del Dipartimento di Studi Umanistici – DSU è stato istituito nel 2005 e conserva fotografie, diapositive e stampe di reperti archeologici, scavi, monumenti, opere d’arte e manoscritti, acquistate o fatte realizzare per fini documentari e didattici.&#13;
Al suo interno si distinguono un Fondo corrente e un Fondo storico; quest’ultimo è formato da più di settemilaquattrocento lastre di vetro per proiezione e da un numero cospicuo di negativi in vetro e pellicola, diapositive in pellicola e stampe. In questa raccolta eterogenea di materiali fotografici, provenienti dagli ex Istituti di Archeologia e Storia dell’arte dell’Università Federico II, le lastre di vetro costituiscono un nucleo organico, coerente e pregiato, suddiviso in due sezioni: una archeologica, che annovera più di cinquemila diapositive, l’altra storico-artistica, che ne conta circa duemilaquattrocento. &#13;
Le lastre sono state realizzate con la tecnica della gelatina ai sali d’argento su vetro in tre formati principali – 8,5x10 cm, 8x8 cm e 7x7cm – e, a eccezione di alcune pellicole a colori montate tra vetri e di poche diapositive dipinte a mano, documentano in bianco e nero il patrimonio archeologico e storico-artistico italiano, europeo e del bacino del Mediterraneo, coprendo una cronologia che spazia dall’età antica a quella contemporanea.&#13;
Le lastre di vetro del Fondo storico sono state impresse tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento dai più noti fotografi di riproduzione italiani ed europei (tra cui spiccano Alinari, Anderson e Sommer) e da diversi istituti per le proiezioni e la didattica, mentre le diapositive anonime che le affiancano nel corpus sono state realizzate nei decenni successivi da laboratori napoletani.&#13;
Le diapositive erano impiegate negli Istituti di Archeologia e Storia dell’Arte come supporti alla didattica d’aula e strumenti di studio, ma verso la metà degli anni Sessanta si avviò la loro dismissione, a favore dei più moderni formati in pellicola. &#13;
Dimenticate per decenni, le lastre di vetro sono state ritrovate nel 2000: riconosciuto il loro valore artistico, storico e documentario, si è immediatamente provveduto a recuperarle e tutelarle dal degrado al quale sarebbero inevitabilmente andate incontro. Nel 2012 è stato avviato un progetto di studio, catalogazione e informatizzazione, promosso dal Dipartimento di Studi Umanistici in collaborazione con le Soprintendenze locali. Il progetto ha previsto l’adozione delle metodologie e degli strumenti elaborati dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali: per la catalogazione viene utilizzata la scheda F – Fotografia elaborata dall’ICCD, mentre i dati catalografici vengono immessi nel Catalogo nazionale dei beni culturali tramite il data base on-line SigecWeb. &#13;
L’approdo della raccolta sulla piattaforma eCo – che accoglierà in maniera progressiva i formati digitali - costituisce quindi una tappa ulteriore del processo di digitalizzazione delle lastre su vetro del Fondo storico, intrapresa dal Dipartimento affinché questi materiali possano essere fruiti in maniera agevole da un pubblico ampio e non necessariamente specialistico. &#13;
Gli items qui dedicati alle diapositive dell’Archivio “Giovanni Previtali”, sebbene di facile consultazione, sono strutturati tenendo conto della complessità degli oggetti fotografici e degli usi potenziali delle immagini: per questa ragione sono sempre indicati sia l’autore del soggetto raffigurato che il fotografo che ha effettuato la ripresa, così come è sempre segnalato l’anno in cui è stato eseguito lo scatto fotografico. &#13;
Queste lastre in bianco e nero dall’apparenza così desueta, infatti, se correttamente contestualizzate, restituiscono informazioni preziose sulle opere e i monumenti riprodotti: stato di conservazione, variazioni di ubicazione, modifiche materiali e attributive, episodi collezionistici. </text>
                </elementText>
              </elementTextContainer>
            </element>
            <element elementId="39">
              <name>Creator</name>
              <description>An entity primarily responsible for making the resource</description>
              <elementTextContainer>
                <elementText elementTextId="2673">
                  <text>Archivio fotografico "Giovanni Previtali" del Dipartimento di Studi Umanistici </text>
                </elementText>
              </elementTextContainer>
            </element>
          </elementContainer>
        </elementSet>
      </elementSetContainer>
    </collection>
    <itemType itemTypeId="6">
      <name>Still Image</name>
      <description>A static visual representation. Examples include paintings, drawings, graphic designs, plans and maps. Recommended best practice is to assign the type Text to images of textual materials.</description>
      <elementContainer>
        <element elementId="53">
          <name>Autore della foto</name>
          <description/>
          <elementTextContainer>
            <elementText elementTextId="2113">
              <text>Alinari, Fratelli</text>
            </elementText>
          </elementTextContainer>
        </element>
        <element elementId="52">
          <name>Autore del soggetto</name>
          <description/>
          <elementTextContainer>
            <elementText elementTextId="2625">
              <text>Jacobello di Antonello</text>
            </elementText>
          </elementTextContainer>
        </element>
      </elementContainer>
    </itemType>
    <elementSetContainer>
      <elementSet elementSetId="1">
        <name>Dublin Core</name>
        <description>The Dublin Core metadata element set is common to all Omeka records, including items, files, and collections. For more information see, http://dublincore.org/documents/dces/.</description>
        <elementContainer>
          <element elementId="43">
            <name>Identifier</name>
            <description>An unambiguous reference to the resource within a given context</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2106">
                <text>1382</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="50">
            <name>Title</name>
            <description>A name given to the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2107">
                <text>Jacobello di Antonello - Ritratto di ignoto</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="49">
            <name>Subject</name>
            <description>The topic of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2108">
                <text>Jacobello di Antonello - Ritratto di ignoto</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="41">
            <name>Description</name>
            <description>An account of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2109">
                <text>L'opera, proveniente dalla galleria veneziana Giovannelli, entrata nel 1937 nella collezione Mellon della National Gallery of Art di Washington, è attualmente attribuita a Jacobello, figlio di Antonello da Messina.</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="45">
            <name>Publisher</name>
            <description>An entity responsible for making the resource available</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2110">
                <text>Archivio fotografico Dipartimento Studi Umanistici</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="42">
            <name>Format</name>
            <description>The file format, physical medium, or dimensions of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2112">
                <text>diapositiva; BN; gelatina bromuro d'argento/ vetro</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="40">
            <name>Date</name>
            <description>A point or period of time associated with an event in the lifecycle of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2114">
                <text>1915/ 1920 ca.</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
        </elementContainer>
      </elementSet>
    </elementSetContainer>
  </item>
  <item itemId="272" public="1" featured="0">
    <fileContainer>
      <file fileId="9765">
        <src>http://www.eco.unina.it/files/original/f09f9835ecb3465975d1efa03ca0796b.jpg</src>
        <authentication>b9f0c73997f9f65020b8806333809ae0</authentication>
      </file>
    </fileContainer>
    <collection collectionId="7">
      <elementSetContainer>
        <elementSet elementSetId="1">
          <name>Dublin Core</name>
          <description>The Dublin Core metadata element set is common to all Omeka records, including items, files, and collections. For more information see, http://dublincore.org/documents/dces/.</description>
          <elementContainer>
            <element elementId="50">
              <name>Title</name>
              <description>A name given to the resource</description>
              <elementTextContainer>
                <elementText elementTextId="931">
                  <text>Archivio fotografico "Giovanni Previtali" del DSU - Fondo storico </text>
                </elementText>
              </elementTextContainer>
            </element>
            <element elementId="41">
              <name>Description</name>
              <description>An account of the resource</description>
              <elementTextContainer>
                <elementText elementTextId="2672">
                  <text>L'Archivio fotografico “Giovanni Previtali” del Dipartimento di Studi Umanistici – DSU è stato istituito nel 2005 e conserva fotografie, diapositive e stampe di reperti archeologici, scavi, monumenti, opere d’arte e manoscritti, acquistate o fatte realizzare per fini documentari e didattici.&#13;
Al suo interno si distinguono un Fondo corrente e un Fondo storico; quest’ultimo è formato da più di settemilaquattrocento lastre di vetro per proiezione e da un numero cospicuo di negativi in vetro e pellicola, diapositive in pellicola e stampe. In questa raccolta eterogenea di materiali fotografici, provenienti dagli ex Istituti di Archeologia e Storia dell’arte dell’Università Federico II, le lastre di vetro costituiscono un nucleo organico, coerente e pregiato, suddiviso in due sezioni: una archeologica, che annovera più di cinquemila diapositive, l’altra storico-artistica, che ne conta circa duemilaquattrocento. &#13;
Le lastre sono state realizzate con la tecnica della gelatina ai sali d’argento su vetro in tre formati principali – 8,5x10 cm, 8x8 cm e 7x7cm – e, a eccezione di alcune pellicole a colori montate tra vetri e di poche diapositive dipinte a mano, documentano in bianco e nero il patrimonio archeologico e storico-artistico italiano, europeo e del bacino del Mediterraneo, coprendo una cronologia che spazia dall’età antica a quella contemporanea.&#13;
Le lastre di vetro del Fondo storico sono state impresse tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento dai più noti fotografi di riproduzione italiani ed europei (tra cui spiccano Alinari, Anderson e Sommer) e da diversi istituti per le proiezioni e la didattica, mentre le diapositive anonime che le affiancano nel corpus sono state realizzate nei decenni successivi da laboratori napoletani.&#13;
Le diapositive erano impiegate negli Istituti di Archeologia e Storia dell’Arte come supporti alla didattica d’aula e strumenti di studio, ma verso la metà degli anni Sessanta si avviò la loro dismissione, a favore dei più moderni formati in pellicola. &#13;
Dimenticate per decenni, le lastre di vetro sono state ritrovate nel 2000: riconosciuto il loro valore artistico, storico e documentario, si è immediatamente provveduto a recuperarle e tutelarle dal degrado al quale sarebbero inevitabilmente andate incontro. Nel 2012 è stato avviato un progetto di studio, catalogazione e informatizzazione, promosso dal Dipartimento di Studi Umanistici in collaborazione con le Soprintendenze locali. Il progetto ha previsto l’adozione delle metodologie e degli strumenti elaborati dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali: per la catalogazione viene utilizzata la scheda F – Fotografia elaborata dall’ICCD, mentre i dati catalografici vengono immessi nel Catalogo nazionale dei beni culturali tramite il data base on-line SigecWeb. &#13;
L’approdo della raccolta sulla piattaforma eCo – che accoglierà in maniera progressiva i formati digitali - costituisce quindi una tappa ulteriore del processo di digitalizzazione delle lastre su vetro del Fondo storico, intrapresa dal Dipartimento affinché questi materiali possano essere fruiti in maniera agevole da un pubblico ampio e non necessariamente specialistico. &#13;
Gli items qui dedicati alle diapositive dell’Archivio “Giovanni Previtali”, sebbene di facile consultazione, sono strutturati tenendo conto della complessità degli oggetti fotografici e degli usi potenziali delle immagini: per questa ragione sono sempre indicati sia l’autore del soggetto raffigurato che il fotografo che ha effettuato la ripresa, così come è sempre segnalato l’anno in cui è stato eseguito lo scatto fotografico. &#13;
Queste lastre in bianco e nero dall’apparenza così desueta, infatti, se correttamente contestualizzate, restituiscono informazioni preziose sulle opere e i monumenti riprodotti: stato di conservazione, variazioni di ubicazione, modifiche materiali e attributive, episodi collezionistici. </text>
                </elementText>
              </elementTextContainer>
            </element>
            <element elementId="39">
              <name>Creator</name>
              <description>An entity primarily responsible for making the resource</description>
              <elementTextContainer>
                <elementText elementTextId="2673">
                  <text>Archivio fotografico "Giovanni Previtali" del Dipartimento di Studi Umanistici </text>
                </elementText>
              </elementTextContainer>
            </element>
          </elementContainer>
        </elementSet>
      </elementSetContainer>
    </collection>
    <itemType itemTypeId="6">
      <name>Still Image</name>
      <description>A static visual representation. Examples include paintings, drawings, graphic designs, plans and maps. Recommended best practice is to assign the type Text to images of textual materials.</description>
      <elementContainer>
        <element elementId="53">
          <name>Autore della foto</name>
          <description/>
          <elementTextContainer>
            <elementText elementTextId="2104">
              <text>Alinari, Fratelli</text>
            </elementText>
          </elementTextContainer>
        </element>
        <element elementId="52">
          <name>Autore del soggetto</name>
          <description/>
          <elementTextContainer>
            <elementText elementTextId="2624">
              <text>Albertinelli, Mariotto</text>
            </elementText>
          </elementTextContainer>
        </element>
      </elementContainer>
    </itemType>
    <elementSetContainer>
      <elementSet elementSetId="1">
        <name>Dublin Core</name>
        <description>The Dublin Core metadata element set is common to all Omeka records, including items, files, and collections. For more information see, http://dublincore.org/documents/dces/.</description>
        <elementContainer>
          <element elementId="43">
            <name>Identifier</name>
            <description>An unambiguous reference to the resource within a given context</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2097">
                <text>1354</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="50">
            <name>Title</name>
            <description>A name given to the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2098">
                <text>Mariotto Albertinelli - Sacra Famiglia</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="49">
            <name>Subject</name>
            <description>The topic of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2099">
                <text>Mariotto Albertinelli - Sacra Famiglia</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="41">
            <name>Description</name>
            <description>An account of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2100">
                <text>L'opera, oggi conservata presso la Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze, fu dipinta da Mariotto Albertinelli negli anni tra il 1500 ed il 1503.</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="45">
            <name>Publisher</name>
            <description>An entity responsible for making the resource available</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2101">
                <text>Archivio fotografico Dipartimento Studi Umanistici</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="42">
            <name>Format</name>
            <description>The file format, physical medium, or dimensions of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2103">
                <text>diapositiva; BN; gelatina bromuro d'argento/ vetro</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="40">
            <name>Date</name>
            <description>A point or period of time associated with an event in the lifecycle of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2105">
                <text>1890 ca.</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
        </elementContainer>
      </elementSet>
    </elementSetContainer>
  </item>
  <item itemId="271" public="1" featured="0">
    <fileContainer>
      <file fileId="9764">
        <src>http://www.eco.unina.it/files/original/262190fec8f2716df9f7964286b84331.jpg</src>
        <authentication>510d6ca102e318e8709d0285d20fc5ff</authentication>
      </file>
    </fileContainer>
    <collection collectionId="7">
      <elementSetContainer>
        <elementSet elementSetId="1">
          <name>Dublin Core</name>
          <description>The Dublin Core metadata element set is common to all Omeka records, including items, files, and collections. For more information see, http://dublincore.org/documents/dces/.</description>
          <elementContainer>
            <element elementId="50">
              <name>Title</name>
              <description>A name given to the resource</description>
              <elementTextContainer>
                <elementText elementTextId="931">
                  <text>Archivio fotografico "Giovanni Previtali" del DSU - Fondo storico </text>
                </elementText>
              </elementTextContainer>
            </element>
            <element elementId="41">
              <name>Description</name>
              <description>An account of the resource</description>
              <elementTextContainer>
                <elementText elementTextId="2672">
                  <text>L'Archivio fotografico “Giovanni Previtali” del Dipartimento di Studi Umanistici – DSU è stato istituito nel 2005 e conserva fotografie, diapositive e stampe di reperti archeologici, scavi, monumenti, opere d’arte e manoscritti, acquistate o fatte realizzare per fini documentari e didattici.&#13;
Al suo interno si distinguono un Fondo corrente e un Fondo storico; quest’ultimo è formato da più di settemilaquattrocento lastre di vetro per proiezione e da un numero cospicuo di negativi in vetro e pellicola, diapositive in pellicola e stampe. In questa raccolta eterogenea di materiali fotografici, provenienti dagli ex Istituti di Archeologia e Storia dell’arte dell’Università Federico II, le lastre di vetro costituiscono un nucleo organico, coerente e pregiato, suddiviso in due sezioni: una archeologica, che annovera più di cinquemila diapositive, l’altra storico-artistica, che ne conta circa duemilaquattrocento. &#13;
Le lastre sono state realizzate con la tecnica della gelatina ai sali d’argento su vetro in tre formati principali – 8,5x10 cm, 8x8 cm e 7x7cm – e, a eccezione di alcune pellicole a colori montate tra vetri e di poche diapositive dipinte a mano, documentano in bianco e nero il patrimonio archeologico e storico-artistico italiano, europeo e del bacino del Mediterraneo, coprendo una cronologia che spazia dall’età antica a quella contemporanea.&#13;
Le lastre di vetro del Fondo storico sono state impresse tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento dai più noti fotografi di riproduzione italiani ed europei (tra cui spiccano Alinari, Anderson e Sommer) e da diversi istituti per le proiezioni e la didattica, mentre le diapositive anonime che le affiancano nel corpus sono state realizzate nei decenni successivi da laboratori napoletani.&#13;
Le diapositive erano impiegate negli Istituti di Archeologia e Storia dell’Arte come supporti alla didattica d’aula e strumenti di studio, ma verso la metà degli anni Sessanta si avviò la loro dismissione, a favore dei più moderni formati in pellicola. &#13;
Dimenticate per decenni, le lastre di vetro sono state ritrovate nel 2000: riconosciuto il loro valore artistico, storico e documentario, si è immediatamente provveduto a recuperarle e tutelarle dal degrado al quale sarebbero inevitabilmente andate incontro. Nel 2012 è stato avviato un progetto di studio, catalogazione e informatizzazione, promosso dal Dipartimento di Studi Umanistici in collaborazione con le Soprintendenze locali. Il progetto ha previsto l’adozione delle metodologie e degli strumenti elaborati dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali: per la catalogazione viene utilizzata la scheda F – Fotografia elaborata dall’ICCD, mentre i dati catalografici vengono immessi nel Catalogo nazionale dei beni culturali tramite il data base on-line SigecWeb. &#13;
L’approdo della raccolta sulla piattaforma eCo – che accoglierà in maniera progressiva i formati digitali - costituisce quindi una tappa ulteriore del processo di digitalizzazione delle lastre su vetro del Fondo storico, intrapresa dal Dipartimento affinché questi materiali possano essere fruiti in maniera agevole da un pubblico ampio e non necessariamente specialistico. &#13;
Gli items qui dedicati alle diapositive dell’Archivio “Giovanni Previtali”, sebbene di facile consultazione, sono strutturati tenendo conto della complessità degli oggetti fotografici e degli usi potenziali delle immagini: per questa ragione sono sempre indicati sia l’autore del soggetto raffigurato che il fotografo che ha effettuato la ripresa, così come è sempre segnalato l’anno in cui è stato eseguito lo scatto fotografico. &#13;
Queste lastre in bianco e nero dall’apparenza così desueta, infatti, se correttamente contestualizzate, restituiscono informazioni preziose sulle opere e i monumenti riprodotti: stato di conservazione, variazioni di ubicazione, modifiche materiali e attributive, episodi collezionistici. </text>
                </elementText>
              </elementTextContainer>
            </element>
            <element elementId="39">
              <name>Creator</name>
              <description>An entity primarily responsible for making the resource</description>
              <elementTextContainer>
                <elementText elementTextId="2673">
                  <text>Archivio fotografico "Giovanni Previtali" del Dipartimento di Studi Umanistici </text>
                </elementText>
              </elementTextContainer>
            </element>
          </elementContainer>
        </elementSet>
      </elementSetContainer>
    </collection>
    <itemType itemTypeId="6">
      <name>Still Image</name>
      <description>A static visual representation. Examples include paintings, drawings, graphic designs, plans and maps. Recommended best practice is to assign the type Text to images of textual materials.</description>
      <elementContainer>
        <element elementId="53">
          <name>Autore della foto</name>
          <description/>
          <elementTextContainer>
            <elementText elementTextId="2095">
              <text>Fratelli Alinari I.D.E.A.</text>
            </elementText>
          </elementTextContainer>
        </element>
        <element elementId="52">
          <name>Autore del soggetto</name>
          <description/>
          <elementTextContainer>
            <elementText elementTextId="2623">
              <text>Albertinelli, Mariotto</text>
            </elementText>
          </elementTextContainer>
        </element>
      </elementContainer>
    </itemType>
    <elementSetContainer>
      <elementSet elementSetId="1">
        <name>Dublin Core</name>
        <description>The Dublin Core metadata element set is common to all Omeka records, including items, files, and collections. For more information see, http://dublincore.org/documents/dces/.</description>
        <elementContainer>
          <element elementId="43">
            <name>Identifier</name>
            <description>An unambiguous reference to the resource within a given context</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2088">
                <text>1353</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="50">
            <name>Title</name>
            <description>A name given to the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2089">
                <text>Mariotto Albertinelli - Visitazione</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="49">
            <name>Subject</name>
            <description>The topic of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2090">
                <text>Mariotto Albertinelli - Visitazione</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="41">
            <name>Description</name>
            <description>An account of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2091">
                <text>L'opera fu dipinta da Mariotto Albertinelli nel 1503 ed è oggi conservata presso al Galleria degli Uffizi.</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="45">
            <name>Publisher</name>
            <description>An entity responsible for making the resource available</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2092">
                <text>Archivio fotografico Dipartimento Studi Umanistici</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="42">
            <name>Format</name>
            <description>The file format, physical medium, or dimensions of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2094">
                <text>diapositiva; BN; gelatina bromuro d'argento/ vetro</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="40">
            <name>Date</name>
            <description>A point or period of time associated with an event in the lifecycle of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2096">
                <text>1929</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
        </elementContainer>
      </elementSet>
    </elementSetContainer>
  </item>
  <item itemId="270" public="1" featured="0">
    <fileContainer>
      <file fileId="9763">
        <src>http://www.eco.unina.it/files/original/5fc97618603baa5075b194508dc72bac.jpg</src>
        <authentication>7e0c3cbcd6d32ab6a5c744374e26d421</authentication>
      </file>
    </fileContainer>
    <collection collectionId="7">
      <elementSetContainer>
        <elementSet elementSetId="1">
          <name>Dublin Core</name>
          <description>The Dublin Core metadata element set is common to all Omeka records, including items, files, and collections. For more information see, http://dublincore.org/documents/dces/.</description>
          <elementContainer>
            <element elementId="50">
              <name>Title</name>
              <description>A name given to the resource</description>
              <elementTextContainer>
                <elementText elementTextId="931">
                  <text>Archivio fotografico "Giovanni Previtali" del DSU - Fondo storico </text>
                </elementText>
              </elementTextContainer>
            </element>
            <element elementId="41">
              <name>Description</name>
              <description>An account of the resource</description>
              <elementTextContainer>
                <elementText elementTextId="2672">
                  <text>L'Archivio fotografico “Giovanni Previtali” del Dipartimento di Studi Umanistici – DSU è stato istituito nel 2005 e conserva fotografie, diapositive e stampe di reperti archeologici, scavi, monumenti, opere d’arte e manoscritti, acquistate o fatte realizzare per fini documentari e didattici.&#13;
Al suo interno si distinguono un Fondo corrente e un Fondo storico; quest’ultimo è formato da più di settemilaquattrocento lastre di vetro per proiezione e da un numero cospicuo di negativi in vetro e pellicola, diapositive in pellicola e stampe. In questa raccolta eterogenea di materiali fotografici, provenienti dagli ex Istituti di Archeologia e Storia dell’arte dell’Università Federico II, le lastre di vetro costituiscono un nucleo organico, coerente e pregiato, suddiviso in due sezioni: una archeologica, che annovera più di cinquemila diapositive, l’altra storico-artistica, che ne conta circa duemilaquattrocento. &#13;
Le lastre sono state realizzate con la tecnica della gelatina ai sali d’argento su vetro in tre formati principali – 8,5x10 cm, 8x8 cm e 7x7cm – e, a eccezione di alcune pellicole a colori montate tra vetri e di poche diapositive dipinte a mano, documentano in bianco e nero il patrimonio archeologico e storico-artistico italiano, europeo e del bacino del Mediterraneo, coprendo una cronologia che spazia dall’età antica a quella contemporanea.&#13;
Le lastre di vetro del Fondo storico sono state impresse tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento dai più noti fotografi di riproduzione italiani ed europei (tra cui spiccano Alinari, Anderson e Sommer) e da diversi istituti per le proiezioni e la didattica, mentre le diapositive anonime che le affiancano nel corpus sono state realizzate nei decenni successivi da laboratori napoletani.&#13;
Le diapositive erano impiegate negli Istituti di Archeologia e Storia dell’Arte come supporti alla didattica d’aula e strumenti di studio, ma verso la metà degli anni Sessanta si avviò la loro dismissione, a favore dei più moderni formati in pellicola. &#13;
Dimenticate per decenni, le lastre di vetro sono state ritrovate nel 2000: riconosciuto il loro valore artistico, storico e documentario, si è immediatamente provveduto a recuperarle e tutelarle dal degrado al quale sarebbero inevitabilmente andate incontro. Nel 2012 è stato avviato un progetto di studio, catalogazione e informatizzazione, promosso dal Dipartimento di Studi Umanistici in collaborazione con le Soprintendenze locali. Il progetto ha previsto l’adozione delle metodologie e degli strumenti elaborati dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali: per la catalogazione viene utilizzata la scheda F – Fotografia elaborata dall’ICCD, mentre i dati catalografici vengono immessi nel Catalogo nazionale dei beni culturali tramite il data base on-line SigecWeb. &#13;
L’approdo della raccolta sulla piattaforma eCo – che accoglierà in maniera progressiva i formati digitali - costituisce quindi una tappa ulteriore del processo di digitalizzazione delle lastre su vetro del Fondo storico, intrapresa dal Dipartimento affinché questi materiali possano essere fruiti in maniera agevole da un pubblico ampio e non necessariamente specialistico. &#13;
Gli items qui dedicati alle diapositive dell’Archivio “Giovanni Previtali”, sebbene di facile consultazione, sono strutturati tenendo conto della complessità degli oggetti fotografici e degli usi potenziali delle immagini: per questa ragione sono sempre indicati sia l’autore del soggetto raffigurato che il fotografo che ha effettuato la ripresa, così come è sempre segnalato l’anno in cui è stato eseguito lo scatto fotografico. &#13;
Queste lastre in bianco e nero dall’apparenza così desueta, infatti, se correttamente contestualizzate, restituiscono informazioni preziose sulle opere e i monumenti riprodotti: stato di conservazione, variazioni di ubicazione, modifiche materiali e attributive, episodi collezionistici. </text>
                </elementText>
              </elementTextContainer>
            </element>
            <element elementId="39">
              <name>Creator</name>
              <description>An entity primarily responsible for making the resource</description>
              <elementTextContainer>
                <elementText elementTextId="2673">
                  <text>Archivio fotografico "Giovanni Previtali" del Dipartimento di Studi Umanistici </text>
                </elementText>
              </elementTextContainer>
            </element>
          </elementContainer>
        </elementSet>
      </elementSetContainer>
    </collection>
    <itemType itemTypeId="6">
      <name>Still Image</name>
      <description>A static visual representation. Examples include paintings, drawings, graphic designs, plans and maps. Recommended best practice is to assign the type Text to images of textual materials.</description>
      <elementContainer>
        <element elementId="53">
          <name>Autore della foto</name>
          <description/>
          <elementTextContainer>
            <elementText elementTextId="2087">
              <text>Anonimo</text>
            </elementText>
          </elementTextContainer>
        </element>
        <element elementId="52">
          <name>Autore del soggetto</name>
          <description/>
          <elementTextContainer>
            <elementText elementTextId="2622">
              <text>Ademollo, Luigi</text>
            </elementText>
          </elementTextContainer>
        </element>
      </elementContainer>
    </itemType>
    <elementSetContainer>
      <elementSet elementSetId="1">
        <name>Dublin Core</name>
        <description>The Dublin Core metadata element set is common to all Omeka records, including items, files, and collections. For more information see, http://dublincore.org/documents/dces/.</description>
        <elementContainer>
          <element elementId="43">
            <name>Identifier</name>
            <description>An unambiguous reference to the resource within a given context</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2080">
                <text>1350</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="50">
            <name>Title</name>
            <description>A name given to the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2081">
                <text>Luigi Ademollo - I golosi</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="49">
            <name>Subject</name>
            <description>The topic of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2082">
                <text>Luigi Ademollo - I golosi</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="41">
            <name>Description</name>
            <description>An account of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2083">
                <text>L'incisione su tavola di rame fu realizzata da Luigi Ademollo nel 1817, per l'edizione illustrata della Divina Commedia pubblicata tra il 1817 e il 1819 a Firenze dalla Tipografia dell'Ancora. Ademollo lavorò alle tavole con Giovanni Paolo Lasinio.</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="45">
            <name>Publisher</name>
            <description>An entity responsible for making the resource available</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2084">
                <text>Archivio fotografico Dipartimento Studi Umanistici</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="42">
            <name>Format</name>
            <description>The file format, physical medium, or dimensions of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2086">
                <text>diapositiva; BN; gelatina bromuro d'argento/ vetro</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
        </elementContainer>
      </elementSet>
    </elementSetContainer>
  </item>
  <item itemId="269" public="1" featured="0">
    <fileContainer>
      <file fileId="9762">
        <src>http://www.eco.unina.it/files/original/79e8a0ff3fa6731d6bdbae938ebcfd1b.jpg</src>
        <authentication>9bf724ebdb06bc3f5164067205120d70</authentication>
      </file>
    </fileContainer>
    <collection collectionId="7">
      <elementSetContainer>
        <elementSet elementSetId="1">
          <name>Dublin Core</name>
          <description>The Dublin Core metadata element set is common to all Omeka records, including items, files, and collections. For more information see, http://dublincore.org/documents/dces/.</description>
          <elementContainer>
            <element elementId="50">
              <name>Title</name>
              <description>A name given to the resource</description>
              <elementTextContainer>
                <elementText elementTextId="931">
                  <text>Archivio fotografico "Giovanni Previtali" del DSU - Fondo storico </text>
                </elementText>
              </elementTextContainer>
            </element>
            <element elementId="41">
              <name>Description</name>
              <description>An account of the resource</description>
              <elementTextContainer>
                <elementText elementTextId="2672">
                  <text>L'Archivio fotografico “Giovanni Previtali” del Dipartimento di Studi Umanistici – DSU è stato istituito nel 2005 e conserva fotografie, diapositive e stampe di reperti archeologici, scavi, monumenti, opere d’arte e manoscritti, acquistate o fatte realizzare per fini documentari e didattici.&#13;
Al suo interno si distinguono un Fondo corrente e un Fondo storico; quest’ultimo è formato da più di settemilaquattrocento lastre di vetro per proiezione e da un numero cospicuo di negativi in vetro e pellicola, diapositive in pellicola e stampe. In questa raccolta eterogenea di materiali fotografici, provenienti dagli ex Istituti di Archeologia e Storia dell’arte dell’Università Federico II, le lastre di vetro costituiscono un nucleo organico, coerente e pregiato, suddiviso in due sezioni: una archeologica, che annovera più di cinquemila diapositive, l’altra storico-artistica, che ne conta circa duemilaquattrocento. &#13;
Le lastre sono state realizzate con la tecnica della gelatina ai sali d’argento su vetro in tre formati principali – 8,5x10 cm, 8x8 cm e 7x7cm – e, a eccezione di alcune pellicole a colori montate tra vetri e di poche diapositive dipinte a mano, documentano in bianco e nero il patrimonio archeologico e storico-artistico italiano, europeo e del bacino del Mediterraneo, coprendo una cronologia che spazia dall’età antica a quella contemporanea.&#13;
Le lastre di vetro del Fondo storico sono state impresse tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento dai più noti fotografi di riproduzione italiani ed europei (tra cui spiccano Alinari, Anderson e Sommer) e da diversi istituti per le proiezioni e la didattica, mentre le diapositive anonime che le affiancano nel corpus sono state realizzate nei decenni successivi da laboratori napoletani.&#13;
Le diapositive erano impiegate negli Istituti di Archeologia e Storia dell’Arte come supporti alla didattica d’aula e strumenti di studio, ma verso la metà degli anni Sessanta si avviò la loro dismissione, a favore dei più moderni formati in pellicola. &#13;
Dimenticate per decenni, le lastre di vetro sono state ritrovate nel 2000: riconosciuto il loro valore artistico, storico e documentario, si è immediatamente provveduto a recuperarle e tutelarle dal degrado al quale sarebbero inevitabilmente andate incontro. Nel 2012 è stato avviato un progetto di studio, catalogazione e informatizzazione, promosso dal Dipartimento di Studi Umanistici in collaborazione con le Soprintendenze locali. Il progetto ha previsto l’adozione delle metodologie e degli strumenti elaborati dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali: per la catalogazione viene utilizzata la scheda F – Fotografia elaborata dall’ICCD, mentre i dati catalografici vengono immessi nel Catalogo nazionale dei beni culturali tramite il data base on-line SigecWeb. &#13;
L’approdo della raccolta sulla piattaforma eCo – che accoglierà in maniera progressiva i formati digitali - costituisce quindi una tappa ulteriore del processo di digitalizzazione delle lastre su vetro del Fondo storico, intrapresa dal Dipartimento affinché questi materiali possano essere fruiti in maniera agevole da un pubblico ampio e non necessariamente specialistico. &#13;
Gli items qui dedicati alle diapositive dell’Archivio “Giovanni Previtali”, sebbene di facile consultazione, sono strutturati tenendo conto della complessità degli oggetti fotografici e degli usi potenziali delle immagini: per questa ragione sono sempre indicati sia l’autore del soggetto raffigurato che il fotografo che ha effettuato la ripresa, così come è sempre segnalato l’anno in cui è stato eseguito lo scatto fotografico. &#13;
Queste lastre in bianco e nero dall’apparenza così desueta, infatti, se correttamente contestualizzate, restituiscono informazioni preziose sulle opere e i monumenti riprodotti: stato di conservazione, variazioni di ubicazione, modifiche materiali e attributive, episodi collezionistici. </text>
                </elementText>
              </elementTextContainer>
            </element>
            <element elementId="39">
              <name>Creator</name>
              <description>An entity primarily responsible for making the resource</description>
              <elementTextContainer>
                <elementText elementTextId="2673">
                  <text>Archivio fotografico "Giovanni Previtali" del Dipartimento di Studi Umanistici </text>
                </elementText>
              </elementTextContainer>
            </element>
          </elementContainer>
        </elementSet>
      </elementSetContainer>
    </collection>
    <itemType itemTypeId="6">
      <name>Still Image</name>
      <description>A static visual representation. Examples include paintings, drawings, graphic designs, plans and maps. Recommended best practice is to assign the type Text to images of textual materials.</description>
      <elementContainer>
        <element elementId="53">
          <name>Autore della foto</name>
          <description/>
          <elementTextContainer>
            <elementText elementTextId="2078">
              <text>Fratelli Alinari I.D.E.A.</text>
            </elementText>
          </elementTextContainer>
        </element>
        <element elementId="52">
          <name>Autore del soggetto</name>
          <description/>
          <elementTextContainer>
            <elementText elementTextId="2621">
              <text>Amadeo, Giovanni Antonio</text>
            </elementText>
          </elementTextContainer>
        </element>
      </elementContainer>
    </itemType>
    <elementSetContainer>
      <elementSet elementSetId="1">
        <name>Dublin Core</name>
        <description>The Dublin Core metadata element set is common to all Omeka records, including items, files, and collections. For more information see, http://dublincore.org/documents/dces/.</description>
        <elementContainer>
          <element elementId="43">
            <name>Identifier</name>
            <description>An unambiguous reference to the resource within a given context</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2071">
                <text>3292</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="50">
            <name>Title</name>
            <description>A name given to the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2072">
                <text>Giovanni Antonio Amadeo - Certosa di Pavia - porta di accesso alla chiesa dal chiostro piccolo</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="49">
            <name>Subject</name>
            <description>The topic of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2073">
                <text>Giovanni Antonio Amadeo - Certosa di Pavia - porta di accesso alla chiesa dal chiostro piccolo</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="41">
            <name>Description</name>
            <description>An account of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2074">
                <text>La porta in marmo, che collega il chiostro piccolo della Certosa al transetto della chiesa, fu scolpita da Giovanni Antonio Amadeo tra il 1466 e il 1469.</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="45">
            <name>Publisher</name>
            <description>An entity responsible for making the resource available</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2075">
                <text>Archivio fotografico Dipartimento Studi Umanistici</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="42">
            <name>Format</name>
            <description>The file format, physical medium, or dimensions of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2077">
                <text>diapositiva; BN; gelatina bromuro d'argento/ vetro</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="40">
            <name>Date</name>
            <description>A point or period of time associated with an event in the lifecycle of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2079">
                <text>1928</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
        </elementContainer>
      </elementSet>
    </elementSetContainer>
  </item>
  <item itemId="268" public="1" featured="0">
    <fileContainer>
      <file fileId="9761">
        <src>http://www.eco.unina.it/files/original/a7ab8ef8c8279353a63e7fddbbd580d6.jpg</src>
        <authentication>df7e0ac9a2ae3bd6326175168943fdaa</authentication>
      </file>
    </fileContainer>
    <collection collectionId="7">
      <elementSetContainer>
        <elementSet elementSetId="1">
          <name>Dublin Core</name>
          <description>The Dublin Core metadata element set is common to all Omeka records, including items, files, and collections. For more information see, http://dublincore.org/documents/dces/.</description>
          <elementContainer>
            <element elementId="50">
              <name>Title</name>
              <description>A name given to the resource</description>
              <elementTextContainer>
                <elementText elementTextId="931">
                  <text>Archivio fotografico "Giovanni Previtali" del DSU - Fondo storico </text>
                </elementText>
              </elementTextContainer>
            </element>
            <element elementId="41">
              <name>Description</name>
              <description>An account of the resource</description>
              <elementTextContainer>
                <elementText elementTextId="2672">
                  <text>L'Archivio fotografico “Giovanni Previtali” del Dipartimento di Studi Umanistici – DSU è stato istituito nel 2005 e conserva fotografie, diapositive e stampe di reperti archeologici, scavi, monumenti, opere d’arte e manoscritti, acquistate o fatte realizzare per fini documentari e didattici.&#13;
Al suo interno si distinguono un Fondo corrente e un Fondo storico; quest’ultimo è formato da più di settemilaquattrocento lastre di vetro per proiezione e da un numero cospicuo di negativi in vetro e pellicola, diapositive in pellicola e stampe. In questa raccolta eterogenea di materiali fotografici, provenienti dagli ex Istituti di Archeologia e Storia dell’arte dell’Università Federico II, le lastre di vetro costituiscono un nucleo organico, coerente e pregiato, suddiviso in due sezioni: una archeologica, che annovera più di cinquemila diapositive, l’altra storico-artistica, che ne conta circa duemilaquattrocento. &#13;
Le lastre sono state realizzate con la tecnica della gelatina ai sali d’argento su vetro in tre formati principali – 8,5x10 cm, 8x8 cm e 7x7cm – e, a eccezione di alcune pellicole a colori montate tra vetri e di poche diapositive dipinte a mano, documentano in bianco e nero il patrimonio archeologico e storico-artistico italiano, europeo e del bacino del Mediterraneo, coprendo una cronologia che spazia dall’età antica a quella contemporanea.&#13;
Le lastre di vetro del Fondo storico sono state impresse tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento dai più noti fotografi di riproduzione italiani ed europei (tra cui spiccano Alinari, Anderson e Sommer) e da diversi istituti per le proiezioni e la didattica, mentre le diapositive anonime che le affiancano nel corpus sono state realizzate nei decenni successivi da laboratori napoletani.&#13;
Le diapositive erano impiegate negli Istituti di Archeologia e Storia dell’Arte come supporti alla didattica d’aula e strumenti di studio, ma verso la metà degli anni Sessanta si avviò la loro dismissione, a favore dei più moderni formati in pellicola. &#13;
Dimenticate per decenni, le lastre di vetro sono state ritrovate nel 2000: riconosciuto il loro valore artistico, storico e documentario, si è immediatamente provveduto a recuperarle e tutelarle dal degrado al quale sarebbero inevitabilmente andate incontro. Nel 2012 è stato avviato un progetto di studio, catalogazione e informatizzazione, promosso dal Dipartimento di Studi Umanistici in collaborazione con le Soprintendenze locali. Il progetto ha previsto l’adozione delle metodologie e degli strumenti elaborati dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali: per la catalogazione viene utilizzata la scheda F – Fotografia elaborata dall’ICCD, mentre i dati catalografici vengono immessi nel Catalogo nazionale dei beni culturali tramite il data base on-line SigecWeb. &#13;
L’approdo della raccolta sulla piattaforma eCo – che accoglierà in maniera progressiva i formati digitali - costituisce quindi una tappa ulteriore del processo di digitalizzazione delle lastre su vetro del Fondo storico, intrapresa dal Dipartimento affinché questi materiali possano essere fruiti in maniera agevole da un pubblico ampio e non necessariamente specialistico. &#13;
Gli items qui dedicati alle diapositive dell’Archivio “Giovanni Previtali”, sebbene di facile consultazione, sono strutturati tenendo conto della complessità degli oggetti fotografici e degli usi potenziali delle immagini: per questa ragione sono sempre indicati sia l’autore del soggetto raffigurato che il fotografo che ha effettuato la ripresa, così come è sempre segnalato l’anno in cui è stato eseguito lo scatto fotografico. &#13;
Queste lastre in bianco e nero dall’apparenza così desueta, infatti, se correttamente contestualizzate, restituiscono informazioni preziose sulle opere e i monumenti riprodotti: stato di conservazione, variazioni di ubicazione, modifiche materiali e attributive, episodi collezionistici. </text>
                </elementText>
              </elementTextContainer>
            </element>
            <element elementId="39">
              <name>Creator</name>
              <description>An entity primarily responsible for making the resource</description>
              <elementTextContainer>
                <elementText elementTextId="2673">
                  <text>Archivio fotografico "Giovanni Previtali" del Dipartimento di Studi Umanistici </text>
                </elementText>
              </elementTextContainer>
            </element>
          </elementContainer>
        </elementSet>
      </elementSetContainer>
    </collection>
    <itemType itemTypeId="6">
      <name>Still Image</name>
      <description>A static visual representation. Examples include paintings, drawings, graphic designs, plans and maps. Recommended best practice is to assign the type Text to images of textual materials.</description>
      <elementContainer>
        <element elementId="53">
          <name>Autore della foto</name>
          <description/>
          <elementTextContainer>
            <elementText elementTextId="2069">
              <text>Alinari, Fratelli</text>
            </elementText>
          </elementTextContainer>
        </element>
        <element elementId="52">
          <name>Autore del soggetto</name>
          <description/>
          <elementTextContainer>
            <elementText elementTextId="2620">
              <text>Pietro de Saliba</text>
            </elementText>
          </elementTextContainer>
        </element>
      </elementContainer>
    </itemType>
    <elementSetContainer>
      <elementSet elementSetId="1">
        <name>Dublin Core</name>
        <description>The Dublin Core metadata element set is common to all Omeka records, including items, files, and collections. For more information see, http://dublincore.org/documents/dces/.</description>
        <elementContainer>
          <element elementId="43">
            <name>Identifier</name>
            <description>An unambiguous reference to the resource within a given context</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2062">
                <text>1371</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="50">
            <name>Title</name>
            <description>A name given to the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2063">
                <text>Pietro de Saliba - Cristo alla colonna</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="49">
            <name>Subject</name>
            <description>The topic of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2064">
                <text>Pietro de Saliba - Cristo alla colonna</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="41">
            <name>Description</name>
            <description>An account of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2065">
                <text>L'opera è attribuita a Pietro de Saliba, nipote di Antonello da Messina e fratello di Antonello de Saliba. La tavola conservata presso le Gallerie dell'Accademia di Venezia deriva da un prototipo di Antonello da Messina, probabilmente il Cristo oggi al Louvre, come dimostrerebbe il cartiglio posto sulla tavola, in basso, che reca scritto "antonellus messaneus me pinxit".</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="45">
            <name>Publisher</name>
            <description>An entity responsible for making the resource available</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2066">
                <text>Archivio fotografico Dipartimento Studi Umanistici</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="42">
            <name>Format</name>
            <description>The file format, physical medium, or dimensions of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2068">
                <text>diapositiva; BN; gelatina bromuro d'argento/ vetro</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
          <element elementId="40">
            <name>Date</name>
            <description>A point or period of time associated with an event in the lifecycle of the resource</description>
            <elementTextContainer>
              <elementText elementTextId="2070">
                <text>1915/ 1920 ca.</text>
              </elementText>
            </elementTextContainer>
          </element>
        </elementContainer>
      </elementSet>
    </elementSetContainer>
  </item>
</itemContainer>
